Autolesionismo: Psicologia del Dolore Auto-Inflitto - Psicologo Prato Iglis Innocenti

Autolesionismo: Psicologia del Dolore Auto-Inflitto

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L’autolesionismo, noto anche come auto-danneggiamento, è un comportamento complesso e spesso frainteso che coinvolge il danneggiamento intenzionale del proprio corpo senza l’intenzione di suicidarsi. Questa pratica può manifestarsi attraverso tagli, bruciature, graffi, o colpi autoinflitti, e può essere un sintomo di disturbi psicologici più profondi. Comprendere le radici psicologiche dell’autolesionismo è cruciale per fornire supporto efficace e interventi terapeutici a chi ne soffre.

Da un recente articolo del Corriere (link) , secondo la Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, l’autolesionismo colpisce in Italia e in Europa 1 adolescente su 5. Dal periodo pre-Covid i casi in Italia sono aumentati del 27%. Nel nostro Paese, i disturbi neuropsichiatrici colpiscono quasi due milioni di under 17.
Secondo l’Unicef, in Europa ci sono tre suicidi al giorno di adolescenti: è la seconda causa di morte tra i giovani dopo gli incidenti stradali.
Tra i casi arrivati al Pronto soccorso del Bambino Gesù di Roma, i ragazzi con problemi di salute mentale hanno in media 15 anni e nella maggioranza dei casi si tratta di femmine. Nel 2022 le consulenze neuropsichiatriche del pronto soccorso del Bambino Gesù sono state 1.580 (erano 155 nel 2011).

Le Cause Psicologiche dell’Autolesionismo

  1. Regolazione Emotiva. Molti individui che si autolesionano lo fanno per gestire emozioni travolgenti come tristezza, rabbia, ansia o senso di vuoto. Il dolore fisico può temporaneamente distrarre dal dolore emotivo e fornire un senso di controllo.
  2. Esprimere Sofferenza. L’autolesionismo può essere un modo per esprimere dolore e sofferenza che l’individuo non riesce a verbalizzare. Questo comportamento può fungere da comunicazione non verbale per indicare il bisogno di aiuto.
  3. Autopunizione. Alcuni si autolesionano per punirsi. Questa autopunizione può derivare da sentimenti di colpa, vergogna o odio verso sé stessi.
  4. Sensazione di Realtà. In alcuni casi, l’autolesionismo è un tentativo di sentirsi vivi o reali. Il dolore fisico può fornire una sensazione concreta in momenti di dissociazione o intorpidimento emotivo.

I Fattori di Rischio

Diversi fattori possono aumentare la probabilità di autolesionismo, tra cui:

  • Traumi Precedenti. Abusi fisici, sessuali o emotivi durante l’infanzia possono aumentare la vulnerabilità all’autolesionismo.
  • Disturbi Mentali. Disturbi come la depressione, il disturbo borderline di personalità, l’ansia e il disturbo post-traumatico da stress sono spesso associati all’autolesionismo.
  • Isolamento Sociale. La mancanza di supporto sociale e relazioni significative può spingere verso comportamenti autolesionistici come modo per affrontare la solitudine.

Il Ciclo dell’Autolesionismo

L’autolesionismo può diventare un ciclo difficile da interrompere. Il comportamento spesso porta a sollievo temporaneo, seguito da sensi di colpa e vergogna, che a loro volta possono innescare ulteriori episodi di autolesionismo. Questo ciclo può consolidarsi nel tempo, rendendo sempre più difficile trovare alternative salutari per affrontare il dolore emotivo.

Interventi Terapeutici

Affrontare l’autolesionismo richiede un approccio multidisciplinare che può includere:

  1. Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT). La CBT può aiutare gli individui a identificare e modificare i pensieri e i comportamenti negativi associati all’autolesionismo.
  2. Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT). Particolarmente efficace per il disturbo borderline di personalità, la DBT insegna abilità di regolazione emotiva, tolleranza dello stress e miglioramento delle relazioni interpersonali.
  3. Terapia Familiare. Coinvolgere la famiglia può essere cruciale per creare un ambiente di supporto e comprensione.
  4. Interventi Farmacologici. In alcuni casi, farmaci antidepressivi o ansiolitici possono essere utili nel trattamento dei disturbi sottostanti che contribuiscono all’autolesionismo.
  5. Supporto Sociale. Gruppi di supporto e comunità online possono offrire un senso di appartenenza e comprensione che può ridurre la necessità di autolesionismo.

 

L’autolesionismo è un segnale di sofferenza profonda che richiede attenzione e comprensione. È essenziale non stigmatizzare chi ne soffre, ma piuttosto offrire un ambiente di supporto e accesso a cure professionali. Attraverso l’educazione, la sensibilizzazione e l’accesso a risorse terapeutiche adeguate, è possibile aiutare gli individui a trovare modi più sani per gestire il loro dolore emotivo e costruire una vita più equilibrata e soddisfacente.